Domenica 18 gennaio la piana intorno a Campi Bisenzio tornerà a riempirsi di runners con l’evento podistico organizzato da Atletica Campi Bisenzio e Atletica Campi Run, con il patrocinio e il supporto del Comune di Campi: c’è la 44esima edizione del Trofeo Sanmartinese, storica classica su strada che propone una gara agonistica interamente pianeggiante di 15 km e una passeggiata ludico-motoria di 5 km aperta a tutti gli enti di promozione sportiva. Il ritrovo (e anche l’arrivo e le premiazioni) è fissato allo stadio di atletica Emil Zatopek, in via di Gramignano (zona Esselunga), con partenza alle 9.
La manifestazione, terza prova del calendario podistico Uisp Firenze, assegna anche il 35° Trofeo Martiri di Valibona, il 36° Trofeo UniCoop Firenze e il 22° Trofeo Enrico Camangi, confermandosi uno degli appuntamenti più sentiti del calendario invernale del podismo fiorentino. In palio ci sono premi in prodotti alimentari e tecnici per i migliori assoluti e di categoria, oltre a un ricco pacco gara alimentare per tutti i partecipanti.
L’evento mette in palio anche punti preziosi per il Trofeo Uisp Under 30, rendendo ancora più interessante la sfida per i giovani dopo le prime due prove, dell’Isolotto e di Grassina.
Per la competitiva con chip le iscrizioni sono possibili tramite il portale Endu o via mail, con quote scontate per i tesserati Uisp, mentre per la ludico-motoria è prevista una quota unica con iscrizione nei giorni precedenti alla gara. La logistica è particolarmente favorevole anche in condizioni di meteo avverso o di basse temperature come a volte è capitato in epiche edizioni della corsa, perché la partenza e Arrivo allo stadio fa si che a disposizione dei partecipanti ci saranno spogliatoi, docce, oltre al ristoro all’arrivo, con anche alimenti senza glutine, e un’organizzazione collaudata ormai collaudata, nel rispetto del regolamento e dei protocolli Uisp vigenti.
Lo scorso anno vittorie assolute di Samuele Oskar Cassi e in campo femminile di Giulia Sadocchi.
TROFEO MARTIRI DI VALIBONA
Il significato di ricordare correndo una significativa pagina di storia
Il Trofeo Martiri di Valibona che sarà messo in palio domenica a Campi affonda le sue radici nella memoria di uno degli episodi simbolo della Resistenza toscana: la battaglia di Valibona del 3 gennaio 1944, sulle pendici della Calvana tra Prato e Calenzano, considerata il primo grande scontro armato tra partigiani e repubblichini in Toscana. In quella zona si era attestato un piccolo gruppo di 17 partigiani, italiani e stranieri, guidato dal comandante campigiano Lanciotto Ballerini, che aveva scelto quei casolari come base per organizzare azioni contro il nazifascismo e mantenere i collegamenti con altre formazioni sulle montagne.
All’alba del 3 gennaio, a seguito si ricostruisce di una delazione ad opera dei fascisti locali, il reparto fu circondato da forze fasciste e repubblichine in netta superiorità numerica, dando vita a un durissimo scontro attorno a un fienile in cui i partigiani avevano trovato riparo. Nel tentativo di rompere l’accerchiamento e aprire una via di fuga ai compagni, Lanciotto Ballerini si sacrificò in combattimento affrontando gli assedianti con la mitragliatrice, e cadde sotto il fuoco nemico; la sua figura è poi stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare ed è diventata uno dei simboli della Resistenza fiorentina e campigiana.
Accanto a lui persero la vita anche altri partigiani, fra cui Luigi Giuseppe Ventroni e il tenente sovietico passato alla storia come Vladimiro, mentre diversi compagni furono catturati, torturati e deportati nelle carceri e nei luoghi di detenzione tedeschi. Nonostante la sproporzione di forze e la violenza della repressione, successivamente i superstiti riuscirono a proseguire la lotta dando vita a una brigata Garibaldi che assunse proprio il nome di Lanciotto Ballerini e che fu protagonista nelle fasi della liberazione.
Il Trofeo Martiri di Valibona, che accompagna la gara di domenica prossima a Campi, è dunque dedicato a quell’eccidio e a tutti coloro che caddero in quella battaglia, con un richiamo particolare a Lanciotto Ballerini, nato a Campi Bisenzio nel 1911 e divenuto comandante della prima formazione garibaldina toscana dopo l’8 settembre. Correre su queste strade significa quindi anche rinnovare la memoria di quei giovani partigiani che, in una fredda mattina d’inverno, scelsero di opporsi al nazifascismo a costo della vita e che oggi rivivono nei nomi del trofeo e nelle celebrazioni ufficiali tenute ogni anno nei luoghi dell’eccidio.


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